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A 9 mesi esatti dalla strage di Brandizzo, nessun passo avanti è stato fatto dal Gruppo FF.SS. e da RFI per dare più garanzie e tutele ai lavoratori edili impiegati negli appalti e subappalti di manutenzione. Alle belle parole, sia ai tavoli sindacali che in Parlamento, non sono seguiti purtroppo fatti concreti (..) Mentre continuano a verificarsi incidenti ed infortuni, prendiamo atto con rammarico che mesi e mesi di incontri non hanno portato a nulla e che, forse, la volontà di non disturbare un mercato e un modello di impresa ha prevalso sopra ogni cosa. Per quanto ci riguarda, il tavolo di confronto avviato subito dopo i tragici fatti di Brandizzo e il relativo clamore mediatico è esaurito”. A dirlo è la Segreteria Nazionale della Fillea Cgil, il più grande sindacato italiano del settore delle costruzioni.

Ai morti di Brandizzo si sono aggiunti i disastri presso la centrale Enel di Suviana e il cantiere Esselunga di Firenze, e ancora altri morti per il lavoro nel giorno della Festa dedicata a loro. Per questo vi segnaliamo l'interessante articolo di AndreaTardiola dal titolo "Lavoro: estrarre sicurezza dagli investimenti." per la Rivista il Mulino, del 1° maggio 2024.

La tesi è che "orientando le politiche di investimento, si possono elevare gli standard di sicurezza grazie a una leva di grandissimo impatto, tenendo conto della dimensione finanziaria dell’intervento pubblico". A tal proposito, leggendo il citato Rapporto della Commissione europea "State aid Scoreboard 2023", pubblicato il 9 aprile scorso, laddove illustra le dimensioni degli aiuti di Stato alle imprese si conferma che, solo per il 2022, la spesa complessiva in aiuti pubblici per l’Italia ha raggiunto i 27,6 milioni di euro. Inoltre l’importo degli aiuti al sistema produttivo, cofinanziati con fondi UE in Italia corrisponde a 3,5 miliardi di euro (circa il 12,5% della spesa totale) ed è concentrato principalmente nello Sviluppo regionale (70,4%), Ricerca, sviluppo e innovazione (16,1%) e PMI compreso il capitale di rischio (5,9%). Circa il 76% della spesa per gli aiuti di Stato in Italia è stata concentrata su due obiettivi politici principali: il 66,9% è stato indirizzato a rimediare a un "Grave turbamento dell'economia”, mentre il 9,1% allo “Sviluppo regionale”. Inoltre, l'Italia ha destinato circa il 5,6% alle “PMI compreso il capitale di rischio” e il 4,3% alla “Tutela dell'ambiente, compreso il risparmio energetico”. Un bel po' di risorse che richiederebbe almeno una maggiore responsabilità sociale da parte delle imprese (Corporate Social Responibility), a maggior ragione in una fase in cui il concetto di sostenibilità si sostanzia nell’attenzione a tre parametri, Environmental, Social, Governance (ESG).

La lunga esperienza di Tardiola - è stato, tra i vari incarichi,  direttore generale dell'Inail e capo di segreteria del ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili - ci aiuta a comprendere come "la sottolineatura del ruolo degli investimenti pubblici e privati allo scopo di ridurre gli indici infortunistici italiani non deve apparire in contrasto con le misure emergenziali che sono state progressivamente adottate a seguito di eventi drammatici come quello recentemente occorso nella centrale di Suviana, o poco prima nel cantiere di Firenze oppure nello scorso agosto a Brandizzo. Queste tragedie sollecitano l’attenzione, e quindi la reazione, dell’opinione pubblica e dei diversi attori istituzionali. Tuttavia la battaglia per la sicurezza è una campagna di lungo termine, e per questo occorre una strategia che valorizzi il ruolo degli investimenti, sia quelli diretti in sicurezza, sia quelli che possono essere “condizionati” agli stessi obiettivi. Si immagini, ad esempio, il beneficio che avrebbe comportato per la sicurezza in edilizia condizionare l’accesso ai bonus edilizi all’utilizzo di aziende certificate Iso. Oppure a sistemi di premialità – come il “Ranking di sicurezza e sinistrosità” elaborato da Inail – per le aggiudicazioni di appalti pubblici. O ancora alla definizione di condizionalità ex ante anche per soggetti privati per poter beneficiare dei fondi strutturali europei, nel solco dell’impianto che Bruxelles ha negoziato con i Paesi membri nella programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei attualmente in corso."

Link: Lavoro_estrarre_sicurezza_dagli_investimenti.pdf

* Foto di Christopher Burns su Unsplash

Per la Redazione - Serena Moriondo