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foto rayul M6gy9oHgII unsplashIl Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno ha rivolto il suo sguardo soprattutto verso le giovani generazioni. Tra i temi affrontati quello che più di altri costituisce un'ostacolo all'affermazione del loro sviluppo: "Affermare i diritti - egli ha dichiarato - significa prestare attenzione alle esigenze degli studenti, che vanno aiutati a realizzarsi. Il cui diritto allo studio incontra, nei fatti, ostacoli. A cominciare dai costi di alloggio nelle grandi città universitarie; improponibili per la maggior parte delle famiglie."

Il tema sul quale il Capo dello Stato ha sollecitato l'attenzione del Governo e del Paese, è una materia che anche l'Unione Europea ha messo al centro delle proprie riflessioni. Le sfide e le opportunità delle politiche per la mobilità giovanile e l'alloggio a prezzi accessibili per i giovani è stato, infatti, il tema focale della Conferenza europea di fine ottobre 2023 a Zabok, in Croazia. L’evento si è concentrato su due sessioni tematiche che hanno discusso lo stato attuale degli alloggi a prezzi accessibili per i giovani e le iniziative e le politiche disponibili sul campo. È stata inclusa una presentazione di soluzioni abitative innovative come potenziare la risposta a varie barriere finanziarie e sociali. Altro aspettato affrontato ha riguardato questioni come il numero limitato di opzioni di trasporto pubblico nelle aree rurali e gli effetti che ciò ha sui collegamenti con i centri urbani e sulla qualità della vita nelle aree rurali. Sono stati, inoltre, presentati interessanti esempi di pianificazione urbana nelle città a misura di gioventù come un modo per superare le sfide della mobilità insieme alle opportunità di istruzione e di lavoro disponibili offerte ai giovani.

Due, in particolare, le considerazioni emerse dalle discussioni:

  • La mobilità sostenibile per i giovani è un grosso problema, dovuto innanzitutto all’indisponibilità di trasporti pubblici adeguati e la mancata corrispondenza delle linee. Spesso succede che gli studenti delle scuole superiori non abbiano opzioni alternative per i trasporti pubblici, per cui devono arrivare a scuola la mattina presto, spesso fino a un'ora prima dell'inizio delle lezioni, o arrivare in ritardo alla prima lezione. Hanno un problema simile quando escono da scuola. Le fasce orarie dei trasporti pubblici d'intersse per i giovani studenti non sono infatti coordinate. È stato inoltre sottolineato che, in diverse aree europee, alcuni professori accompagnano da anni gli studenti a casa perché rimasti senza mezzi di trasporto per questo diventa indispensabile collegare il trasporto ferroviario e quello degli autobus. Il tema del trasporto pubblico  è, inoltre, fortemente intrecciato con quello delle esigenze di socialità e di indipendenza negli spostamenti.
  • I giovani vorrebbero restare a vivere nelle loro città natali se gli venisse concesso loro un aiuto pubblico. Le opzioni a cui sono interessati variano dal recupero delle vecchie case, alla possibilità di affitti a lungo termine sino alla possibilità di acquistare l'appartamento. Un alloggio e un posto di lavoro sono cose fondamentali che le città e le regioni devono essere in grado di offrire ai cittadini. Non è possibile lasciare l'edilizia abitativa esclusivamente al mercato. È necessario creare politiche pubbliche chiare, che partano dal basso, ovvero che coinvolgano coloro che ne sono più colpiti, cioè i giovani.

E in Italia, nello specifico, cosa succede?

In Italia quotidianamente sono quasi 9,7 milioni le persone che devono spostarsi per motivi di studio. Oltre il 70% raggiunge il luogo di istruzione, la scuola o l’università, spostandosi all’interno del proprio Comune. Il restante 29,3% invece deve spostarsi fuori dal Comune di residenza. Alcuni esempi: nei comuni dell’Aquila, di Ancona e di Pordenone oltre il 95% degli edifici scolastici presenti risulta raggiungibile con mezzi di trasporto collettivo alternativi all’auto privata (anno scolastico 2020/21). Ben oltre la media nazionale, in quell’anno pari all’87,9%. Un dato che va attribuito anche alla presenza di bambini e ragazzi residenti nelle aree interne limitrofe che convergono nelle 3 città per i servizi scolastici e non solo. La quota scende invece molto a Trebisacce (Cosenza), dove l’81,8% degli edifici scolastici statali presenti risulta raggiungibile da almeno un mezzo alternativo all’auto, e a Roma (75%). Ai fini dell'analisi, sono stati considerati mezzi collettivi tutti i trasporti di tipo urbano, interurbano, ferroviario o di altro tipo (ad esempio quelli dedicati alle persone con disabilità). Per ragazze e ragazzi che vivono in aree periferiche, la possibilità di raggiungere punti di interesse spesso distanti anche diversi chilometri è ancora più cruciale. (Fonte: Progetto Ripartire, nell’ambito del contrasto alla povertà educativa in Italia, giugno 2023). La scuola, nei diversi ordini e gradi, riveste un ruolo strategico nella promozione di uno sviluppo sostenibile e di una cultura della mobilità sostenibile scolastica.  La mobilità sostenibile scolastica, infatti, oltre che ad avere attenzione per  soluzioni che possano ridurre al minimo l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza, l’intelligenza e la rapidità degli spostamenti, intende promuovere la salute degli studenti attraverso il loro movimento, ridurre la presenza di auto davanti alle scuole e alle università, favorire la socialità e l’autonomia.

Precarietà e incertezza economica rendono più difficile per un giovane acquistare una casa o affittarla. Nel 2022 in Italia il 71,7% dei giovani tra i 25 e i 29 anni viveva ancora con la propria famiglia, contro il 42% dei giovani europei. La domanda di immobili in affitto nelle città supera di gran lunga l'offerta e i prezzi inaccessibili di camere e appartamenti hanno spinto migliaia di studentesse e studenti in Italia a manifestare davanti alle proprie università per chiedere al Governo misure contro il caro affitti. Mentre il Governo Meloni ha sinora ignorato il problema alcune città, seppur con molto ritardo, si stanno muovendo. Per contrastare la mancanza di alloggi, il Comune di Milano, ad esempio, ha deciso di avviare un progetto di studentato diffuso, cofinanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: attraverso la riqualificazione di alcune unità abitative verranno messi a disposizione 600 camere a un canone mensile di 250-350 euro. Il bando “Casa ai lavoratori”, il progetto “studentato diffuso” e la riforma del canone concordato sono le azioni presentate dal Comune di Milano, a settembre 2023, che puntano a contrastare la mancanza di alloggi a prezzi sostenibili sul mercato immobiliare privato. Quest'ultimo, in particolare, è un accordo stipulato con le parti sociali. Prevede dei massimali di affitto per appartamenti e stanze e una serie di reciproci vantaggi per proprietari e inquilini. Per chi affitta entro i limiti è infatti possibile accedere a una tassazione agevolata in cedolare secca che passa dal 21% al 10% e il dimezzamento dell’IMU. Una scelta che porterà benefici sia agli inquilini, che pagheranno un canone mensile più basso, sia ai proprietari che attraverso un sostanzioso sconto sulle tasse guadagneranno una cifra simile a quella del mercato immobiliare privato ottenendo il dimezzamento dell’imposta municipale unica.

Foto jared sluyter Kl8 SueS BI unsplashÈ proprio nelle grandi città, come Milano e Roma, la pratica del co-living è maggiormente diffusa. Ad essere condivisa, anzichè l'auto, è la casa, in particolare gli spazi in comune appositamente ideati, come la cucina e il salotto. Ad usufruire dei servizi di co-living sono soprattutto giovani studenti o lavoratori, tra i 25 e i 35 anni. In alcuni casi si tratta di "nomadi digitali" o "lavoratrici-lavoratori freelance" che scelgono di vivere nello stesso posto per un breve periodo di tempo. I contratti di co-living hanno una durata limitata, a volte di pochi mesi, garantendo flessibilità ed evitando le incombenze domestiche, legate ad esempio all’apertura di un nuovo contratto per l’energia elettrica o per internet. Il co-living è l'equivalente del co-housing per le persone anziane. Entrambe le soluzioni, infatti, oltre alla condivisione delle spese rappresentano un'opportunità di conoscere nuove persone e contrastare la solitudine.

Affinché possano essere efficaci per alleviare la crisi abitativa, i modelli di co-living dovrebbero però essere regolamentati e inclusi nelle politiche pubbliche a livello nazionale. Ad evidenziarlo uno studio della British property federation, un’organizzazione associativa britannica senza scopo di lucro. I dati di SpareRoom di settembre 2023, mostravano una carenza di 11.716 camere da affittare solo a Londra. Le tendenze suggeriscono che questo dato non farà altro che aumentare e richiederà un approvvigionamento sempre più diversificato.

In altre parole, anche a causa della pandemia, in molte città si sta pensando a un nuovo modo di abitare che riguarderà soprattutto i giovani e gli anziani.

Per la Redazione - Serena Moriondo