Località: Centro Italia
Tipologia intervento: Rinascita aree colpite da sisma

Paesi spopolati dal terremoto e da un lungo processo migratorio: un progetto per Ri- abitare l’Appennino...

Gli eventi sismici del 2016 che hanno interessato una ampia zona a cavallo tra Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, hanno impresso una potente accelerazione alle dinamiche già presenti nell’intera area appenninica. Spopolamento ed invecchiamento della popolazione sono solo gli effetti più evidenti di un processo iniziato con la crisi di un assetto sociale ed economico di impronta agro-silvo-pastorale innescatosi a cavallo delle due guerre ma che ha registrato un ulteriore impulso dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Si tratta di processi che, nonostante gli sforzi, la politica non è stata in grado di contrastare efficacemente; le azioni messe in campo dalle istituzioni per molteplici ragioni a cui hanno senz’altro concorso l’invecchiamento della popolazione e il mancato ricambio generazionale, non hanno impresso una auspicabile inversione di tendenza. Interrompere questo trend o almeno correggere in parte la deriva fin qui incontrastata che ha interessato “le terre dell’osso” di casa nostra è un impresa difficile.

AFFRONTARE LA DIVERGENZA >> è la tendenza alla marginalità che porta intere aree e intere comunità nel mondo alla periferia dei processi globali. La percezione di progressivo arretramento e la consapevolezza di scivolare verso il margine, porta uomini e donne - ma anche stati, etnie, territori - alla frustrazione, all’indifferenza e alla perdita di fiducia nel futuro di un relativo benessere per tutti e nei confronti dei diritti conquistati. Il terremoto, sotto questo particolare aspetto, rischia di funzionare da pericoloso acceleratore di inquietudini e preoccupazioni che esistevano anche prima.

SOSTENERE LA RESILIENZA >> esistono comunità che con un aggettivo piuttosto abusato siamo soliti definire resilienti, le quali riscrivono continuamente il patto di cittadinanza con il proprio habitat presidiando luoghi oltremodo difficili da vivere e da preservare. Ai loro sacrifici, si deve la conservazione di territori ed insediamenti di grande qualità e bellezza tramandando alle generazioni future culture di immenso valore.

CAMBIARE IL PUNTO DI VISTA >> e considerare l’area appenninica interessata dagli eventi sismici come una opportunità, e non come un problema: ovvero, occorre un deciso cambio di mentalità. Le crisi possono infatti rappresentare un momento di ulteriore arretramento ma, al tempo stesso, offrire l’opportunità per invertire la tendenza all’abbandono attivando alcuni processi di rigenerazione di questi territori belli e fragili. La condizione fondamentale per confidare nella buona riuscita di una siffatta operazione è ripartire dai luoghi.

IL PROGETTO PER L’AREA DI CAMPI >> L'area di Campi, già precedentemente agli eventi sismici del 2016, si distingueva per una discreta dinamicità e attenta capacità progettuale.Gli eventi sismici, hanno dapprima frenato questa attività, poi successivamente, per una voglia di rinascita e per un fervido attaccamento a queste terre, l'hanno resa ancora più incisiva e più forte.La Comunanza Agraria, la pro-loco, ma anche tutta una serie di soggetti privati locali, senza dimenticare l'apporto di fondamentali e costruttive idee esterne, hanno inteso dare il proprio contributo in termini di visione e/o azioni di rilancio del territorio.Oggi siamo di fronte ad una serie di progetti ed idee che se ben gestite, organizzate e rese sinergiche possono divenire volano di rinascita e di nuovo sviluppo.

I PROTAGONISTI >> La Comunanza agraria di Campi, la Pro Loco, il Comune, Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, attività produttive del territorio, aziende ed attività di artigianato agroalimentare

LE FILIERE PRODUTTIVE >> Filiera della carne, Filiera del latte e derivati, Filiera della lana

IL PDF DEL PROGETTO