Il disagio abitativo, in forte crescita nel Paese, rappresenta una condizione sempre più diffusa e
strutturale che richiede con urgenza nuove politiche per la casa da inquadrare nell’ambito di quelle
più complessive di coesione, inclusione sociale e sostenibilità.
Occorre una politica che agisca sia a livello centrale che locale con una strategia complessiva per
affrontare i nodi del disagio abitativo con solidi interventi pubblici in termini economici, fiscali e
normativi, innovazione nella programmazione urbana, nella nuova edificazione e nel recupero
dell’esistente per evitare il consumo di suolo e garantire efficientamento energetico, una diversa
politica degli affitti e una seria lotta al sommerso e alla speculazione.
Occorre considerare la casa come una infrastruttura sociale indispensabile, potenziando e
progettando soluzioni da inserire in più ampi processi di rigenerazione urbana, in particolar modo
nelle aree metropolitane dove la tensione abitativa è più alta.
Il 22 luglio a Roma ne parliamo a Roma nell'assemblea dedicata alla casa e all'abitare, organizzata dalla CGIL




