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di Rossella Muroni, Presidente di Nuove Ri-Generazioni

C’è un momento preciso in cui la rabbia sociale smette di essere un coro di disperazioni isolate e diventa un progetto politico. Quel momento si è compiuto a Roma, tra il 4 e il 6 giugno, durante la terza assemblea nazionale del Social Forum dell’Abitare.

Come associazione Nuove Ri-rigenerazioni, insieme alla Cgil e al Sunia, ai movimenti studenteschi, ai comitati di quartiere e alle reti di solidarietà, abbiamo attraversato queste tre giornate con una consapevolezza profonda: la crisi abitativa nel nostro Paese non è più un’emergenza transitoria. È il sintomo più feroce di un modello di sviluppo urbano profondamente ingiusto, che esclude, discrimina e mercifica le nostre esistenze.

Vivere l'assemblea dal punto di vista di chi, ogni giorno, si batte per la rigenerazione urbana e sociale ha significato misurare la distanza siderale che separa il Paese reale dai palazzi della politica governativa. Mentre dal Ministero delle Infrastrutture si continuano a caldeggiare "piani casa" che sanno di vecchie speculazioni e "DDL Sfratti" che criminalizzano la povertà e il disagio, a Roma abbiamo visto convergere un’agenda politica radicalmente alternativa, matura e necessaria.

Dalla resistenza dei territori alla proposta di legge popolare: Il percorso che abbiamo tracciato in questi tre giorni tocca i nervi scoperti delle nostre città. Nell'incontro nel quartiere romano del Quarticciolo, nella giornata di apertura, abbiamo riaffermato che la periferia non è un margine da dimenticare, ma il luogo da cui far ripartire la democrazia. Nei tavoli di lavoro allo Spin Time, il confronto si è fatto stringente e programmatico. Abbiamo affrontato i tre pilastri della nostra battaglia:

-Il contrasto alla rendita parassitaria: La turistificazione selvaggia e l’esplosione degli affitti brevi stanno svuotando i centri storici, espellendo studenti e lavoratori. Regolare le piattaforme digitali non è più rimandabile.

-La regia pubblica e la rigenerazione ecologica: Chiediamo un piano strutturale di edilizia residenziale pubblica che non consumi suolo, ma che recuperi, efficienti e restituisca alla collettività l’immenso patrimonio pubblico abbandonato. La transizione ecologica deve essere sociale, o semplicemente non sarà.

-Il superamento delle discriminazioni: L'accesso alla casa è oggi sbarrato da razzismo immobiliare e precarietà strutturale. Abitare significa inclusione.

Nell'assemblea del 6 giugno a Piazza Vittorio al grido ironico e dolente di "Ed è subito TEKNOCASA!", abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro: le case senza abitanti e gli abitanti senza casa sono il fallimento morale ed economico di questo tempo.

La Carovana: la nostra risposta al Governo: Come componenti del Forum, non ci accontenteremo di aver scritto una bella pagina di dibattito. La risposta politica alle miopi scelte del governo — che preferisce i condoni alla pianificazione — è il lancio immediato di una Carovana nazionale. Attraverseremo l'Italia, da nord a sud, per trasformare le nostre tesi in una proposta di legge d'iniziativa popolare. Vogliamo scrivere dal basso, con una consultazione di massa, le nuove regole del diritto alla città. Rigenerare non significa ridipingere le facciate o favorire la gentrificazione. Rigenerare significa rimettere i diritti delle persone e la giustizia ambientale al centro dello spazio pubblico. Da Roma parte una sfida aperta, un'onda che non si fermerà e che richiederà a tutte le forze progressiste del Paese di scegliere, finalmente, da che parte stare.