Due proposte di legge d’iniziativa popolare approdano in Cassazione. Temi centrali, la sanità pubblica e il sistema degli appalti, due nodi strutturali che incidono direttamente su diritti, qualità dei servizi e condizioni di lavoro.
La prima proposta nasce da una rete ampia che, oltre alla Cgil, riunisce realtà associative impegnate da anni nella difesa del Servizio sanitario nazionale e nel rilancio del welfare. L’obiettivo è rafforzare un sistema pubblico sotto pressione, tra sottofinanziamento e disuguaglianze crescenti nell’accesso alle cure.
La seconda iniziativa, sostenuta dalla Confederazione, punta a intervenire sul sistema degli appalti, terreno spesso segnato da precarietà, dumping contrattuale e rischi per la sicurezza. Un ambito in cui qualità del lavoro e qualità dei servizi s’intrecciano in modo decisivo.
“Vogliamo affermare il principio – spiega il responsabile Area contrattazione e appalti Cgil nazionale Alessandro Genovesi – per cui l’attività che si svolge determina le tutele economiche e normative dei lavoratori impiegati negli appalti, le stesse riconosciute ai lavoratori dipendenti del committente”.
Per la Cgil si tratta di “una scelta che si colloca nel solco delle recenti esperienze referendarie, che hanno registrato un livello di partecipazione democratica che va alimentato, affinché il diritto universale alla salute e il diritto al lavoro dignitoso e in sicurezza ritornino protagonisti del dibattito parlamentare e civile”. La raccolta firme partirà il 15 e 16 maggio con due giornate straordinarie di mobilitazione.



