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Nel 2026 saranno trascorsi dieci anni dal terribnota_stampa_riunione_foligno_13_novembre_2025.pdfile terremoto che ha colpito l’Italia centrale: una
sequenza sismica iniziata nella notte del 24 agosto 2016 con una scossa di magnitudine 6.0 ed
epicentro presso Amatrice, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP) e che è
proseguita fino alla terribile scossa che nella mattina del 30 ottobre 2016 con magnitudo 6,5 ed
epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia, ha provocato tra l’altro il crollo
della basilica di san Benedetto a Norcia.
Oltre 40 mila sfollati hanno vissuto in questi dieci anni le complesse vicissitudini della lenta
ricostruzione: la convivenza con le macerie, l’abbandono delle zone originarie di residenza, le
soluzioni alloggiative di emergenza, l’ospitalità provvisoria negli alberghi della costa, il lento
progressivo ritorno alla normalità in un contesto profondamente segnato dagli effetti del sisma.
Il cratere del sisma è una zona interna per eccellenza: quattro regioni, Marche Umbria Abruzzo e
Lazio, 10 province, circa 140 comuni (con alcuni Comuni che si sono fusi nel frattempo). Un piano di
investimenti per la ricostruzione in corso - coordinato da un Commissario straordinario di Governo
più dai subcommissari che sono identificati nei Presidente delle quattro Regioni interessate - che fa
dell'area del sisma 2016 il più grande cantiere italiano per investimenti, manodopera e imprese
coinvolte, popolazione che è interessata dal fenomeno.

Spi Cgil ha deciso di condurre una ricerca per fotografare ad oggi le condizioni materiali di chi ha vissuto questa catastrofe e dare voce ai sentimenti e alle speranze di chi non si rassegna alla dinamica dell’inesorabile abbandono e spopolamento delle aree interne, a chi chiede con ostinazione nuove opportunità di vita, a par􀆟re
dal lavoro, dai servizi, dalle condizioni minime che rendono un territorio ancora vivibile e abitabile,
per gli anziani, per i più vulnerabili, per tutti.


L' ipotesi di ricerca nasce da una storia che lo SPI ha su questi temi: analizzare e monitorare
la condizione degli anziani e dei più vulnerabili dopo una catastrofe di tali dimensioni. Ricerche
analoghe furono condotte dopo il terremoto de L’Aquila dallo Spi nazionale (“L’Aquila gli anziani la
città” edizioni LiberEtà 2013) e un reportage dalle zone del centro Italia fu realizzato dallo Spi, già
nel 2018, sulla stessa area del cratere del sisma 2016 con la pubblicazione “Gli Spaesati” di Angelo
Ferracuti e Giovanni Marrozzini - edizioni LiberEtà 2018.

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