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Copertina LIFE Ip PrepAirL'inquinamento atmosferico è da sempre uno dei principali problemi dell'area padana, anche per le sue caratteristiche geomorfologiche. Nel Nord Italia i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente confermano una situazione particolarmente critica.

Secondo il consueto Rapporto annuale dell'Agenzia 2022, il 96% della popolazione urbana è stata esposta a polveri sottili in misura superiore ai parametri stabiliti dalle Linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La pubblicazione presenta lo stato delle concentrazioni di inquinanti nell'aria ambiente nel 2020 e nel 2021 per inquinante, in relazione sia agli standard di qualità dell'aria dell'UE che alle linee guida dell'OMS, aggiornate nel 2021. Si ricorda che nell'ambito del Piano d'azione per l'inquinamento zero del Green Deal europeo, la Commissione ha fissato l'obiettivo per il 2030 di ridurre il numero di decessi prematuri causati dal particolato fine (PM 2,5 , un inquinante atmosferico chiave), di almeno il 55% rispetto ai livelli del 2005

Implementare una serie di misure integrate a livello politico e territoriale per migliorare la qualità dell’aria di tutto il bacino padano e anche, per le sue caratteristiche geografiche, di uno Stato confinante come la Slovenia è, stato dunque l’obiettivo del progetto Life Prepair, i cui dati principali sono stati presentati lo scorso 31 maggio a Bruxelles. Si tratta di un'area di 135.000 Km2 e una popolazione di 28 milioni di abitanti.

infogafica inquinanti bacino padano e SloveniaAl progetto, coordinato dalla regione Emilia-Romagna, partecipano 17 partner istituzionali tra cui tutte le Agenzie ambientali e le Regioni del bacino padano (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia), la Provincia autonoma di Trento, i Comuni di Bologna, Milano e Torino e infine la Slovenia. Le cinque linee di intervento di questo progetto, che può contare su risorse pari a 17 milioni di euro cofinanziate dal programma europeo Life, sono i trasporti, le biomasse, l’efficienza energetica, l’agricoltura e, infine, il monitoraggio costante e integrato sulla qualità dell’aria di tutto il Bacino del Po, una delle aree più critiche di tutto il continente europeo Grazie a PrepAir, il tema è stato affrontato in maniera sempre più congiunta tra i vari partner e sempre più integrato tra i vari settori operativi (dalle attività produttive all'agricoltura e all'ambiente). Ciò ha consentito la crescita di una comunità scientifica di riferimento, in grado di fornire una solida base per monitorare gli effetti delle diverse azioni sperimentate e individuare quelle più efficaci in termini di costruzione di scenari futuri.

In concreto, qualche spunto:

 -  i problemi riscontrati indicano il superamento dei valori limite per PM, NO2 e O3  (Procedura di infrazione per PM10 nel 2019) e NO2 nel 2022). Inoltre l''andamento delle emissioni e inquinanti conc. sta diminuendo ma non abbastanza. Si veda a tal proposito l'infografica a lato che raffigura le mappe della densità di emissione nel bacino del Po e in Slovenia (dati 2020);

- gli effetti del lockdown sulla qualità dell'aria indicano NOX= riduzione massima settimanale 30 – 40% (con un contributo significativo del traffico, considerando la riduzione dei flussi di circa l'80% per i veicoli leggeri e del 50-60% per gli automezzi pesanti); PM10:= riduzione max settimanale 20% (riduzione da traffico e industria parzialmente bilanciata dall'aumento delle emissioni da riscaldamento); mentre le emissioni di ammoniaca non si sono sostanzialmente ridotte (considerando che le attività agricole e zootecniche non hanno subito variazioni significative durante il lockdown);

il numero di stufe, caminetti, cucine, ecc. di tipologia 3 stelle (vietato dal 2020) in Pianura Padana è di  2.954.033 unità .Il 67% dei piccoli impianti di combustione ha più di 10 anni, meno di 4 stelle (AIEL, analisi del riscaldamento domestico a biomasse, 2018). Più di 1.970.000 generatori necessitano di sostituzione per ridurre le emissioni di PM in pianura padana. Costi stimati: 12.000.000.000 €;

- il totale delle autovetture è di  13.000.000 unità.  Il 25% sono diesel fino a EURO 5.  Il totale dei veicoli commerciali (leggeri e duty) è pari a 2.000.000 unità, il 77% sono diesel fino a EURO 5. Oltre 4.500.000 di veicoli necessitano di sostituzione per ridurre le emissioni di NOx in pianura padana. Riduzione massima ammissibile stimata di NOx nel macrosettore 7: 50% Riduzione massima possibile stimata di NOx sull'insieme delle emissioni di NOx: 45%;

 In conclusione, per raggiungere il limite di PM10 sulla Pianura Padana è necessario ridurre le emissioni dirette di PM10 e dei due principali precursori emessi nell'area (NOx e NH3), rispettivamente del 38% PM10, 39% NOx e 22% NH3. Questa riduzione % corrisponde a una riduzione di 29.876 ton/anno di PM10 emesso direttamente e di 147.428 ton/anno di NOX, di 54.170 ton/anno di NH3. 

Le numerose slide che illustrano i risultati e i necessari interventi che si possono trovare nel sito "C'E' ARIA PER TE" contengono, tra le altre cose, una valutazione preliminare dei costi complessivi riguardanti tutti i settori e un'analoga valutazione fatta per tipologia di intervento e di risparmi nel settore industriale. 

I dati, per chi vorrà approfondire, delineano un quadro critico ma i risultati del progetto europeo possono essere di aiuto per acquisire una reale presa di coscienza da parte dei cittadini, delle imprese, della politica che ci porti a scegliere un nuovo modello di sviluppo che consenta di tutelare il nostro benessere e il nostro futuro.

Per la Redazione - Serena Moriondo