Con l’obiettivo di offrire un quadro costantemente aggiornato sulla competitività del sistema produttivo italiano, l'ISTAT ha recentemente reso disponibili indicatori chiave, semplici e compositi, sulla struttura e la performance delle imprese, ricavati da diverse fonti ufficiali. Le informazioni, del 4 aprile scorso, sono raccolte in 39 schede in formato pdf relative ai settori della manifattura (divisioni della classificazione delle attività economiche Ateco 2007) e dei servizi (sezioni della classificazione Ateco 2007). Per approfondire il tema, l'Istat ha inoltre pubblicato Il "Rapporto sulla produttività dei settori produttivi 2023" dove rende disponibili anche i database settoriali in formato xlsx, contenenti una serie storica di oltre 70 indicatori economici strutturali, organizzati per argomento, con fonti, note e un specifica sezione dedicata al territorio.
L’analisi microeconomica approfondisce gli effetti della doppia crisi sul sistema delle imprese, analizzando inoltre le strategie di reazione di queste ultime tra il 2019 e 2021, e quanto la crisi pandemica abbia impattato sulla struttura produttiva.
Le due crisi che hanno caratterizzato il periodo 2020-2022 non hanno modificato in misura sostanziale la rilevanza relativa dei principali partner commerciali dell’Italia (Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Russia e Cina che spiegano complessivamente circa la metà dell’export in volume della manifattura): solo in 2 settori su 23 si segnala un cambiamento del principale mercato di sbocco. Tuttavia emergono tracce di ricomposizione: gli Stati Uniti hanno guadagnato rilevanza come principale destinazione in tutti i settori della manifattura, con l’eccezione delle bevande, gli altri mezzi di trasporto e la farmaceutica. Germania e Francia, al contrario, perdono peso nelle esportazioni in volume rispettivamente in 12 e 13 settori su 23, con un ridimensionamento più rilevante nella farmaceutica e nell’elet- tronica; nel caso della Francia si evidenzia anche una consistente riduzione nell’automotive. Anche per le importazioni, tra il 2019 e 2022 non si registra in nessun comparto manifatturiero un cambiamento nella graduatoria dei principali fornitori. Cresce, tuttavia, l’importanza relativa della Cina nell’import in volume di ben 19 comparti manifatturieri, con particolare rilievo negli altri mezzi di trasporto (la quota passa dal 5,6 all’11,6 per cento), nei macchinari (dal 12,6 al 15,8 per cento), nell’elettronica (dal 17 al 18,9 per cento, confermando il suo ruolo di leader), nella chimica (dal 4,7 al 10,6 per cento).
Dall’analisi emerge che i comparti esteri più rilevanti per l’approvvigionamento di in- put produttivi da parte dell’Italia sono l’estrazione, la chimica, la metallurgia e prodotti in metallo; i settori italiani che più dipendono da queste forniture estere sono le raffinerie, gli alimentari e bevande, la metallurgia e prodotti in metallo la chimica, la gomma, plastica e minerali non metalliferi, i macchinari e gli autoveicoli. Per questi settori, in particolare, vengono valutate l’estensione e la velocità di trasmissione degli impulsi al resto del siste- ma economico. A eccezione degli autoveicoli, tutti risultano poter trasmettere rapidamente l’aumento dei costi sui prezzi finali.
Infine, sul piano occupazionale, l’eterogeneità settoriale che caratterizza le HGEs, cioè le unità che hanno mostrato un aumento medio annuo in termini di dipendenti superiore al 10 per cento tra il 2013 e il 2016, secondo il Rapporto suggerisce sentieri di sviluppo differenziati tra le imprese (Ocse, 2021). Un’analisi esplorativa delle caratteristiche e delle strategie delle unità ad elevata crescita in termini di dipendenti, osservate sulla base delle informazioni tratte dal Censimento delle imprese 2018, evidenzia come la probabilità di essere un’impresa a elevata crescita si associ a una maggiore propensione alla trasformazione tecnologica – in particolare un elevato grado di utilizzo delle tecnologie digitali; un’associazione positiva emerge anche rispetto al livello di connessione dell’impresa col sistema produttivo, ovvero alla capacità di operare all’interno di un contesto di relazioni produttive dense e strutturate.


